
Siamo fermi da quasi un anno. A sconvolgere le nostre vite è stato un virus dal nome strano, a tratti buffo ma che ha portato un’insormontabile quantità di dolore, vuoto e cambiamenti che nessuno ha mai desiderato.
Abbiamo imparato a salutarci con lo sguardo, a sorridere senza far vedere le labbra, a festeggiare eventi tramite webcam e distanze notevoli, il gel disinfettante ha scalato la vetta degli oggetti più richiesti del 2020 e intanto tutti, o quasi, ci siamo trasferiti nelle cucine improvvisandoci grandi chef, che niente niente, Cracco ci spicciava casa e Cannavacciuolo ci portava a spasso il cane, ma alla domanda “Cosa farai appena tutto sarà finito?”, nove su dieci, non hanno dubbi: “Un viaggio”. 🛫
Non ci giriamo troppo intorno, lo sappiamo tutti che quando visitiamo un posto, il primo pensiero è quello di mettere qualcosa sotto i denti, ed è una cosa del tutto lecita, ma l’errore più comune è quello di cercare in luoghi lontani da casa quelle che sono le pietanze tipiche della nostra terra.
Insomma, perché voler mangiare un ottimo risotto alla milanese a Barcellona o una bella pizza napoletana a Parigi, un cannolo siciliano a Venezia o una bagna cauda a Catania?
Mettiamola così: Paese che vai, piatto tipico che trovi! 😜
Lo so che non é esattamente così il detto tipico, però concedetemi una sorta di licenza poetica, così giusto per rendere più chiaro il concetto. 😎
Comunque, tornando a noi, è vero che nessuno ci vieta di trovare piatti tipici fuori dal proprio luogo di origine, ma a mio avviso nella vita bisogna provare e lasciarsi andare per conoscere realmente, e quale modo migliore se non attraverso il palato?
Oggi voglio raccontarvi di una delle mie esperienze culinarie che porto nel cuore, in una delle città che amo da impazzire, Firenze 💖.
Il capoluogo toscano è uno di quei luoghi che rubano l’anima, trasuda arte e bellezza in ogni angolo, ci sono stata due volte e posso tranquillamente affermare che ci ritornerò, perché a Firenze mi sento a casa, passeggio per la città spedita e con spensieratezza come se quelle strade conoscessero a memoria i mie passi, e così passeggiando nel marzo del 2018, un leggerissimo languorino mi portò a seguire il mio cuore “olfattoso” (🙏 siate buoni, fatemi passare anche il termine inesistente olfattoso, ma è tanto carino e rende anche l’idea 😁) e mentre dinanzi ai miei occhi si presentava la meravigliosa Piazza della Signoria con il trecentesco Palazzo Vecchio, la maestosa replica del David di Michelangelo, posta propri dinanzi all’ingresso, sembrava guardarmi ed indicarmi solerte qualcosa, il luogo che avrebbe appagato quel famoso languorino da spuntino toscano: il regno della schiacciata fiorentina.

Vinaino, è qui che mangiai la schiacciata più buona di sempre, saporita, croccante, equilibrata nei sapori, unta al punto giusto e per niente disgustosa, e con un grado di sapidità, tipica di questa meraviglia, ad altissimi livelli di perfezione.
Chiusi gli occhi e al primo morso mi sembrò di essere un po’ toscana anch’io, le mie papille gustative stavano festeggiando come tutti gli italiani al mondiale del 2006, quando Fabio Grosso segnò il rigore decisivo nella finale, insomma non una cosa da niente!

Una cosa F O N D A M E N T A L E, è non confondere la schiacciata con una pizza ripiena o una qualsiasi focaccia, perché nonostante possano sembrare simili, è tutt’altra cosa, ma di questo se magari può interessarvi, ne potremmo parlare in un articolo futuro.
Da quel lontano marzo 2018, non sono più tornata a Firenze, ma conservo con particolare entusiasmo la mia esperienza idilliaca e amorosa con la schiacciata mangiata al Vinaino, un posto che vi consiglio ad occhi chiusi, certa che non deluderà le vostre aspettative.
Che dire? A me è venuta fame solo a ricordarne il sapore! Voi la schiacciata l’avete mai provata?
Se volete, vi aspetto nei commenti. 😘

