Quante volte, specialmente nelle ricette dei dolci natalizi, abbiamo letto la parola “pisto”?

È un ingrediente ricorrente in molte delle ricette dei dolci natalizi a Napoli, per i bambini partenopei, infatti, il Natale non profuma semplicemente di cannella e pan di zenzero ma di quell’odore forte ed inequivocabile che profuma i dolci che regnano su tutte le tavole napoletane.

Si tratta di un vero e proprio “miscuglio” di spezie, la cannella, noce moscata, chiodi di garofano, coriandolo e anice stellato.
Il termine pisto, potrebbe derivare dal verbo latino “pistare”, rendendo proprio l’idea delle spezie pestate in un mortaio, oppure dal vocabolo spagnolo “pisto” che indica una mescolanza confusa (anche in questo caso, di tutte le spezie pestate insieme).

Il profumo di quest’ingrediente, ricorda un po’ i profumi orientali, come il curry, anch’esso un insieme di spezie, molte delle quali presenti anche nel pisto, utilizzate per diverse preparazioni tra cui il famosissimo “pollo al curry”

Probabilmente il pisto, altro non è che la versione napoletana del curry, un modo per solleticare l’ipotesi che le sue origini siano frutto di un antico viaggio o di qualche dominazione passata dalle nostre parti nell’antichità.

A differenza del curry, il pisto, nonostante sia anch’esso un insieme di spezie, viene utilizzato quasi esclusivamente per la preparazione di dolci, come Roccocò, Mostacciuoli e Susamielli.

Insomma, possiamo dire che il pisto è quel pizzico di storia e napoletanità che ci piace aggiungere ai nostri dolci per renderli ancora più identitari e golosi. 😉