Ciao! 🤗
Oggi sono particolarmente nostalgica, viaggio tra i ricordi, rivedo vecchie foto, forse perché ho bisogno di coccolarmi un po’, di rivivere i bei momenti passati. Tutti prima o poi, ci imbattiamo in momenti così, forse è il modo in cui la nostra mente ci dice di fare una pausa per ripartire più carichi.
Sfogliando le foto (ma solo metaforicamente, perché sono tutte salve sul PC 😂), ho ritrovato quelle di una freddissima giornata di Dicembre a Roma, atmosfera natalizia, vento tagliente e di tanto in tanto anche qualche bella sfuriata di pioggia, insomma una di quelle classiche giornate che piacciono a me.
Adoro godermi panorami mozzafiato con il clima invernale, quando le luci riscaldano i profili di posti incredibili e quella giornata la ricordo esattamente così, tra freddo, bellezza, aria natalizia e, ovviamente, buona cucina romana.
Arrivai a Roma verso le 11,00 dopo un comodissimo viaggio in treno, iniziò immediatamente il mio tour nella “Città Eterna”, tappa fissa alla Fontana di Trevi, luogo simbolo dei mille desideri affidati ad una monetina volante, quella che lanci senza guardare, di spalle, come chi si affida alla sorte tramite la Dea Bendata, credendo in un destino favorevole.

La pandemia non era nemmeno tra le più fervide immaginazioni, il Covid una parola assolutamente sconosciuta, e dinanzi a quella fontana a me sembrava di vederci tutto il mondo, tutti vicini, bisognava chiedere il permesso per farsi strada o alzarsi sulle punte dei piedi per superare con lo sguardo la folla ma a me piaceva lo stesso, era ugualmente magico come l’euforia che avevo dentro.
Percorsi a piedi praticamente tutta la Capitale, intervallando con qualche breve tratto in metropolitana oppure in autobus. I colori di quella giornata erano limpidi e con sfumature che tendevano tutte all’infinito.

Piazza di Spagna, Piazza Navona, Via Condotti, Piazza San Pietro, Castel Sant’Angelo, erano così tanti i posti che mi affascinavano ma, ovviamente, ad ora di pranzo scattò la ricerca di un posto dove poter fare sosta e assaporare un buon piatto tipico della tradizione romana.
Chi mi conosce, sa che sono una vera e propria amante della pasta, è una passione indipendente da qualsiasi volontà e secondo voi, qualcuno poteva trattenermi dal provare un piatto di pasta tipico della tradizione?
Ammetto che l’idea, era quella di una bella Carbonara, che è di sicuro uno dei miei piatti preferiti (la mangerei anche a colazione😋), però per non fare un torto a mio fratello che sicuramente sarebbe rimasto male, decisi di optare per la Gricia che, a dirla tutta, ha comunque il suo perché.

Fu un momento particolarmente paradisiaco, chiesi esplicitamente al cameriere come formato di pasta le mezze maniche e lui con sguardo languido, tipico di chi ascolta una cosa bella, si complimentò per aver fatto la scelta giusta, quella classica di chi vuole a tutti i costi “mangiare la tradizione”.
Preparare la Gricia, può sembrare un gioco da ragazzi, ma in realtà, occorre avere la capacità di riuscire a saltare la pasta con l’unico condimento che si ricava dal guanciale sciolto in padella e col pecorino, senza far attaccare la pasta e creando una sorta di crema.
All’Hostaria da Pietro, tutto questo è assicurato, ricordo il profumo del guanciale croccante misto al pecorino, il pepe macinato a crudo a completare il piatto, ad ogni boccone, mi sentivo ricompensata di tutta la stanchezza che già si faceva sentire dopo la mezza mattinata su e giù per Roma.
Dopo la pasta, io sarei stata anche bene (ne avrei mangiato forse un altro piatto per pura golosità, ma questo è un altro discorso 😂😅), però ero in compagnia e non potevo certo decidere per tutti, così passammo al secondo, con i classici saltimbocca alla romana.
Qui da noi, i saltimbocca sono dei panini di pasta di pizza, da farcire e fare al forno o in piastra ma a Roma no, i saltimbocca sono fette di carne di vitello, solitamente ad involtini con ripieno di prosciutto crudo e cucinati con burro, salvia e un po’ di vino per sfumare. Un secondo di carne tenerissima, davvero saporito e ottimo per completare il pranzo all’insegna della cucina tipica romana.

Ad accompagnare i saltimbocca, delle deliziose patatine chips, di quelle sottili e croccanti, da sgranocchiare direttamente con le mani, salate al punto giusto e dalla cottura dorata.

Il dolce però, preferimmo non prenderlo, così da conservare la piacevole sensazione di stomaco appagato da piatti cucinati a regola d’arte, il tutto in un’atmosfera a metà strada tra la classica osteria e un bel ristorante curato nei dettagli.
Cortesia, simpatia e calore, contribuirono a rendere il nostro pranzo un’esperienza da ricordare, raccontare e, in questo caso, da consigliare.
Se doveste trovarvi a nella Capitale, nei pressi di Piazza del Popolo, non fatevi scappare l’opportunità di fare sosta all’Hostaria da Pietro, dove con una forchettata di pasta vi sembrerà di aver visto tutta Roma.





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