Ciao a tutti! 🙂

Dopo un po’ di assenza sono tornata più carica di prima e soprattutto con una gran voglia di raccontarvi una magica esperienza gastronomica, fatta durante la mia “latitanza”. 😁

Per prima cosa, mi giustifico dicendo che sono stata ferma “causa Covid”.
Anch’io, insieme a tutta la mia famiglia, mi sono accodata a tutti gli italiani (e non solo) che, durante le festività natalizie, si sono dati all’isolamento e alla quarantena (lo sapete, mi piace condividere tutto, e il Covid mi ha presa in parola😱).

Me la sono cavata con un bel raffreddore e un po’ di tosse, la forza di stare al PC, però, era praticamente pari a zero.

Fortunatamente, gusto e olfatto non mi hanno abbandonata e quindi nonostante lo stop forzato, sono riuscita a coccolarmi con qualcosina di buono, specialmente con un piatto favoloso, assaggiato per la prima volta proprio durante la quarantena e di cui voglio assolutamente parlarvi.

Se vi dicessi “Gulasch”, a cosa pensereste subito?

Ovviamente al famosissimo piatto di origine Ungherese a base di carne bovina, presentato come stufato o zuppa, diffuso poi in diversi paesi europei tra cui anche l’Italia nella regione del Trentino Alto Adige e nella città di Trieste.

Sarei banale e scontata se adesso mi mettessi a decantare il Gulasch, come se fosse la scoperta del secolo, quando magari l’avrete mangiato già decine di volte ma, se invece, dicessi “RaGulash”? 🤩

Avete letto bene, ho scritto proprio RaGulash, ed è una versione tutta napoletana del classico Gulash.

Di cosa si tratta?

L’idea nasce nel 2001, ad opera di Rosario Affinito, con l’intenzione di unire, in un unico piatto, la cultura gastronomica ungherese con quella napoletana.

È una ricetta, preparata con tre tipi di carne differenti, il Manzo Italiano, Maialino Nero Casertano e carne di Scottona, cotta in un ragù preparato con diversi aromi che cuoce per circa 10/12 ore.

Rosario, è il proprietario di Black Angus, una Steak House a Giugliano in Campania che, oltre ad offrire svariate bontà tra sfizioserie, panini e carni pregiate, propone questa versione super partenopea della pietanza ungherese, ribattezzata appunto RaGulash.

Perché me ne sono innamorata?

La domanda è lecita ma il motivo è molto semplice.😄

Essendo io in quarantena, il RaGulash, l’ho potuto assaggiare grazie ad un preziosissimo e personalissimo servizio a domicilio (scegliete sempre amici che vi facciano questo genere di cortesie 🤣).

Quel giorno, piovoso e particolarmente freddo, mi è toccato, ovviamente, riscaldare il RaGulash ma, vi assicuro, sembrava un piatto preparato al momento, sugoso e pieno di tutte le note aromatiche perfettamente in armonia tra loro.

Non sono una grande sostenitrice della carne al sugo, ma in questa, ho ritrovato tutta la bontà della mia terra, unita alla tecnica e al principio di una ricetta tipica di un’altra cultura.

Un’esperienza da ripetere

È così che ho ravvivato il mio isolamento da Covid. Mi sono concessa una novità facendo a me stessa una promessa: Il prossimo RaGulash, sarà mangiato sul posto! 💪🏼 ❤

Se non lo avete ancora provato, vi consiglio assolutamente di dedicarvi una serata spensierata, per un vero e proprio viaggio dai “confini ridisegnati”, perché con il RaGulash, l’Ungheria sembra essere arrivata in città. 😉