Sapete cosa mi piace tanto della cucina? I ricordi che sprigiona! 
Spesso basta il profumo di un sugo al pomodoro fresco e basilico e subito la mente inizia a viaggiare, ripercorrendo stralci di vita vissuta che conserviamo con particolare amore.

Per me uno dei “piatti ricordo” è ‘a pasta cas e ova, un’intramontabile chicca della cucina napoletana che mi fa pensare alla nonna paterna, nonna Assunta.
Sapete che spesso nelle mie ricette ricordo le mie nonne, e vi assicuro che per quanto fossero complici e d’accordo per la maggior parte delle volte, erano altrettanto diverse in cucina

Entrambe molto brave ma, mentre la nonna materna, Maria, è stata la prima nonna con lo spirito da “nutrizionista” (lo so, sembra assurdo, ma oltre ad essere un’acciuga dal peso standard, era anche fissata per le diete, tant’è che per un po’ di tempo ho nutrito il dubbio che fosse lei l’inventrice della dieta mediterranea🤣 ), la nonna Assunta era quella tutta ” ‘nzogna e pepe”.

La nonna Assunta, era quella che usava il misurino dell’olio che magicamente in pentola aumentava di volume, quella che quando la Domenica pranzavi a casa sua, guardava il tuo piatto e se vedeva una foglia di basilico scartato rispetto ai 200 grammi di pasta al ragù che ti aveva dedicato come “porzione giusta”, ti guardava con uno sguardo tra il dispiacere e la minaccia ed esordiva con “Che nun teniv famm? Nun era buono?”, ma a raggiungere il culmine per farti sentire totalmente colpevole di non aver adeguatamente apprezzato, c’era la frase classica “Ma non mangi? Io chest l’aggia fatt appositamente per te!”.

Provate quindi solo ad immaginare cosa fosse la Nonna Assunta in cucina, una figura mitologica, metà nonna e metà manuale delle tradizioni, e tutte, ma proprio tutte, riguardavano la buona tavola.

Tra le cose tradizionali che ricordo, c’è appunto questa ricetta, ‘a pasta cas e ova, che oltre ad essere un piatto delizioso da consumare in qualsiasi momento dell’anno (perché la Nonna Assunta era una temeraria in cucina 😂), andava preparata per tradizione il Sabato Santo a pranzo, come se tutta la quantità industriale di uova e formaggi presenti nelle preparazioni di Pasqua e Pasquetta, non fossero abbastanza. 

Cosa occorre per ‘a pasta cas e ova?

Per preparare questo piatto gli ingredienti sono davvero semplici e il procedimento altrettanto veloce. Io vi sto raccontando la ricetta della mia nonna, ma sono sicura che in ogni casa partenopea ci sarà una variante a sé.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di pasta corta, gramigna* (in napoletano “sturtariell “)
  • 50 g di sugna**
  • 50 g circa di parmigiano grattugiato
  • 50 g circa di pecorino grattugiato
  • 4 uova
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Procedimento:

Per prima cosa, voglio sottolineare che la scelta di 400g di pasta per 4 persone, non è casuale, è la ricetta della Nonna Assunta, e lei cucinava “a soddisfazione”, affinché nessuno si alzasse da tavola sentendo ancora un senso di fame 🤣.
Fatta la doverosa premessa, passiamo al procedimento. 

Portare a bollore abbondante acqua salata e  cuocere la pasta

Intanto, in un piatto abbastanza fondo, sbattere le uova con il parmigiano, il pecorino e il prezzemolo tritato finemente, fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.

Trascorso il tempo di cottura, scolare grossolanamente l’acqua in eccesso (magari conservando un po’ d’acqua di cottura) ed aggiungere la sugna. Mescolare affinché la pasta si insaporisca e poi aggiungere il composto di uova e formaggio.

Lasciar cuocere per un paio di minuti a fuoco molto basso, mescolando senza mai smettere, per evitare che si crei l’effetto frittata, se dovesse risultare troppo secca, aiutatevi con un po’ d’acqua di cottura precedentemente tenuta da parte.

Impiattate con un pizzico di pepe e godetevi questo piatto semplice e delizioso che profuma di ricordi speciali.

 

*gramigna: vi ho suggerito questo formato di pasta, perché è quello che la nonna Assunta prediligeva per questo piatto e li chiamava ‘e sturtariell, in alternativa potete usare i tubetti.

**sugna: se non riuscite a reperire la sugna, in alternativa potete usare il burro, ma se potete fatelo il sacrificio, cercate la sugna, altrimenti a buonanima della Nonna Assunta si prende collera (per i non napoletani, si dispiace).