
Ciao a tutti! 😊
Sabato mi sentivo particolarmente riflessiva, travolta da uno spirito Zen che, lasciatemelo dire, non sapeva come fosse finito nella mia testa. Sono sempre stata una persona abituata a riflettere, certo, ma mai troppo tranquilla, insomma una di quelle che quando le salta la mosca al naso, non le manda a dire, però poi arrivano giorni in cui bisogna riequilibrarsi con noi stessi, e allora che si fa? Non so voi, ma io ovviamente cucino!
Napoletana di nascita e innamorata della mia terra, adoro tutte le ricette che raccontano la storia della cucina napoletana ma mi piace scoprire, conoscere ed assaggiare quelli che sono i piatti tipici fuori dai confini campani, e infatti, 📢 “udite, udite”, uno dei miei piatti preferiti è la carbonara!
Ora non starò qui a fare tutta la lagna su chi ha inventato cosa, non attribuirò meriti a destra e manca, ma per comodità e anche per simpatia, restiamo tutti d’accordo sul fatto che sia un piatto tipico romano, una ricetta che a mio modesto parere somiglia molto ad una dichiarazione d’amore. Avete presente quando si dice “chi ti ama ti prepara la carbonara”? Ecco, credo che sia una mia citazione detta probabilmente nel sonno, magari mente sognavo piatti di carbonara cremosa invadere la mia cucina, ma c’è una ricetta, sempre romana, che credetemi non ha nulla da invidiare alla carbonara, “Signore e signori: la GRICIA”! 😋
La gricia, la prima volta l’ho mangiata a Dicembre 2017, in un delizioso ristorante romano, non lontano da Piazza del Popolo, Hostaria da Pietro, mi ritrovai li per caso, affamata e curiosa di mettere qualcosa sotto i denti e quasi del tutto decisa ad urlare fiera “Carbonaraaaaaaa”, ma poi una volta seduta a tavola, mi lasciai incuriosire da questo piatto che avevo sentito nominare qualche altra volta.
Insomma per non portarla per le lunghe, mi piacque particolarmente ma tutte le volte che mi ripromettevo di replicarla a casa, il richiamo del cuore era talmente forte, che le uova uscivano dal frigo da sole, pur di lanciarsi ad abbracciare la pasta e dare vita a quella che qui ne La cucina di LaMù, viene chiamata “la carbonara di papà” (perché come la fa lui è davvero una poesia). Sabato, però, decisi di non cedere, e quindi: gricia per tutti!
Per preparare questo piatto, servono davvero pochissimi ingredienti, ma fondamentale è l’amore e l’attenzione, perché basta un attimo e da gricia si passa a pasta scaldata e appiccicosa con pezzetti di guanciale sparsi a caso, e invece il risultato dev’essere speciale, cremoso e poetico per il palato. Ecco gli ingredienti che ho utilizzato.
Ingredienti per 4 persone:
- 300 g di guanciale
- 80 g (circa) di pecorino romano
- pepe nero q.b.
- sale q.b.
- 340 g di mezze maniche
Procedimento:
Tagliare a listarelle il guanciale e lasciarlo sciogliere in una padella a fiamma bassa, in modo da ricavare tutto il grasso che sarà il condimento per la pasta. Una volta sciolto il grasso, il guanciale reso croccante (ma non bruciato 😅) e metterlo da parte.
Portare a bollore l’acqua, leggermente salata (non esagerate col sale perché il pecorino romano e il guanciale daranno una notevole sapidità al piatto), e far cuocere la pasta circa 4 minuti, poi con una schiumarola (per gli amici napoletani come me, la “votapesce” 😜) prendere la pasta e passarla nella padella con l’olio ottenuto dal guanciale, e con un mestolino aggiungere pian piano l’acqua di cottura per far continuare a cuocere le mezze maniche.
Amalgamare la pasta al condimento con l’aiuto di un cucchiaio di legno, attenzione a non esagerare con l’acqua altrimenti si rischia di avere l’effetto di “pasta scaldata in brodo di nulla”, il procedimento che vi sto consigliando, serve a far avere alla pasta un effetto “risottato” creando una sorta di crema.
Ad un paio di minuti dalla fine della cottura, aggiungere il pecorino romano grattugiato, e continuare ad amalgamare, facendo attenzione a non far diventare il formaggio un unico pezzo filante, se occorre aiutatevi a stemperare con altra acqua di cottura.
Una volta ottenuta una consistenza cremosa e omogena, spegnere il fuoco, aggiungere il guanciale precedentemente messo da parte, una spolverata di pepe nero e poi portare in tavola.
Quando ho preparato la gricia, mentre amalgamavo amorevolmente la pasta con il grasso del guanciale e il pecorino, ho guardato in padella e mi sono detta che forse per molti, la gricia è una carbonara che non ci ha creduto abbastanza, ma ciò vorrebbe dire sminuirne la bontà e renderla sempre seconda ad un’altra ricetta, e allora ho pensato che questo piatto è dedicato a chi deve credere di più nelle proprie capacità, a chi deve imparare a mettersi al primo posto e non essere mai secondo a nessuno.
La cucina ogni giorno mi insegna qualcosa di nuovo e la gricia mi ha ispirato proprio pensieri filosofici. Non esiste una carbonara senza uovo, neanche una cacio e pepe col guanciale e neppure un’amatriciana senza pomodoro ma la gricia!
La gricia è GRICIA, ed è unica così, proprio come ognuno di noi, possiamo essere simili ma tutti unici nel nostro genere!




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