Viaggiare, dovrebbe essere un obbligo, una piacevole imposizione da infliggere a noi stessi, un’opportunità per staccare la spina, allontanarci dalla routine, quel poco che basta per poi voler tornare alla base.
Non so se succede anche a voi ma io, tutte le volte che mi sono allontanata da casa per qualche giorno, finivo sempre per avere poi una voglia matta di ritornare ai miei affetti, dalla mia famiglia, per raccontare loro tutte le mille emozioni provate, le cose viste in giro ma soprattutto perché staccare per un po’ ci fa capire quanto è prezioso ciò che abbiamo.
Una delle mie più care amiche, anzi per meglio dire, quella che per me è mia sorella, ha vissuto qualche anno Parma per lavoro, tutte le volte che accennava un invito per me, qualcosa ci impediva di concretizzare, mancanza di tempo, impegni impossibili da rimandare, ma la vita è imprevedibile, e così in una serata qualunque di Novembre (era il 2018), senza troppi giri di parole e troppi fronzoli, con la collaborazione e partecipazione della mia migliore amica dai tempi delle scuole superiori, Parma, da miraggio quasi irraggiungibile, diventa realtà.
Il venerdì della stessa settimana, Federica, la mia amica ed ex compagna di banco, ed io partiamo per il nostro fine settimana verso Parma, dove ad attenderci trepidante avremmo trovato Ambra, che non aspettava altro che una bella boccata d’aria “di casa”.
L’impatto con la città, ovviamente, ho potuto capirlo davvero il giorno seguente, il sabato, quando siamo state in giro tutto il giorno. Una città fatta di giovani, piccola ma con un patrimonio culinario davvero ben radicato. Insomma, per me che sono napoletana fin dentro le ossa, lo street food sono le zeppole e i panzarotti, la pizza a portafoglio, la sfogliatella o anche il babà, ma sinceramente, voi, lo avreste mai pensato “il brodo da passeggio”?
Mi dispiace non aver fotografato i cartelli che lo proponevano, ma io mi immaginavo la gente che mangiava deliziosi tortellini in brodo nel caos della mia bella Napoli, oddio… abbastanza improbabile.😅
Il sabato, appunto, dopo una bella passeggiata tra le strade di Parma, decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa di tipico del posto e dietro un’ormai notevole esperienza di Ambra, scegliamo la “Trattoria Corrieri”. Scelta più che giusta, ambiente familiare e caloroso, allegro e curato a partire dall’esterno (come potete notare nella foto iniziale), fino a continuare alla dettagliata semplicità degli arredi interni, il tovagliato e tutto quello che esprime appieno l’essenza di una trattoria di tutto rispetto.
Dopo aver prenotato il nostro tavolo per pranzo, decidiamo ugualmente di anticiparci per non rischiare di arrivare in ritardo e così durante l’attesa per entrare, la nostra attenzione viene attirata da un’auto d’epoca parcheggiata proprio all’esterno del locale, completamente ricoperta di multe.

Una carinissima 600, divenuta famosa proprio per aver “collezionato” multe per divieto di sosta, tanto da meritare un articolo sul giornale. Tutto in quel vicoletto, dove la Trattoria Corrieri troneggia spavalda, attira l’attenzione, sembra quasi di essere un po’ fuori dal mondo e spunta un sorriso che rende l’attesa più leggera.
Finalmente arriva il nostro turno e anche noi sediamo a tavola, ordiniamo da bere e subito per non sfigurare, chiediamo al cameriere la classica bottiglia d’acqua e l’immancabile Lambrusco (un brindisi in amicizia, non te lo fai?😜).

Quando arriva il momento di ordinare, Ambra mi dice che devo assolutamente assaggiare la
“torta fritta”, io la guardo un po’ sbalordita e penso che va bene essere appassionati di dolci ma magari un piatto di pasta prima del dessert potremmo pure mangiarlo, però lei prontamente mi spiega che si tratta di una specialità del posto fatta per accompagnare di solito salumi e formaggio. Ovviamente incuriosita accetto e credetemi, me la sogno ancora oggi la notte. 😋

Vorrei provare a spiegarvi bene di cosa si tratta, molti chiedono se somiglia ad una pizza fritta senza imbottitura, altri pensano si tratti di pasta brisé fritta ma la verità è che ancora oggi non saprei come meglio descriverla. Innanzi tutto non è un impasto di pizza e neanche di pasta brisé, è un quadrato di pasta a base di farina, strutto e acqua che poi viene fritto, si gonfia e al suo interno è praticamente vuoto. È asciutto, accompagna benissimo i salumi, tra cui l’immancabile Cicciolata di Parma, un salume suino tipico del posto.
Dopo questa piccola parentesi per spiegarvi in breve cosa si intende per torta fritta (se vi fa piacere, possiamo approfondire l’argomento e magari potrei anche rovinarmi, facendo un azzardo provando a farla io 🤔), e fatto quindi il nostro antipasto abbondante ed esaustivo con deliziosi salumi, le mie compagne d’avventura ed io decidiamo di passare alla portata successiva.
Vista l’abbondanza dell’antipasto, vi dico che si potrebbe tranquillamente decidere di passare ad un secondo con contorno, ma io sono una “pastaiola” e Parma e tutta l’Emilia Romagna per quelli come me, rappresentano il paradiso, quindi che fai, un piatto ti pasta non te lo prendi?
Ovviamente, anche in questo caso c’è l’imbarazzo della scelta, passano accanto al nostro tavolo ravioli, tortellini, tortelloni, pasta fresca di ogni tipo ma io dopo una veloce lettura del menù e qualche diritta della nostra guida Ambra😜 , decido di andare sul sicuro e beccare tre assaggi in unico piatto con il tris di tortelli alle erbe, alle patate e alla zucca.

Scelta assolutamente comoda ma anche indovinata, un sapore delicato anche per quelli con la zucca che prima di assaggiare mi destavano qualche perplessità, nonostante io ami la zucca.
Non lasciatevi ingannare dalla foto, specialmente noi del Sud siamo abituati a piatti di pasta accompagnati da sughi evidenti talvolta corposi che accompagnano e sposano la pasta, nel caso di questi tortelli invece, tutta la bontà sta proprio nella sfoglia e nell’imbottitura tanto da essere ottimi solo con un leggero condimento di burro e una manciata di Parmigiano davvero top.
Ovviamente dopo l’antipasto e il tris di tortelli, ci siamo fermate, un po’ perché non volevamo appesantirci più del dovuto, per poter continuare la nostra passeggiata per le strade di Parma e in parte perché come tutti i meridionali che fanno un passo verso Nord, probabilmente anche noi temevamo di restare digiune (si scherza ovviamente 😂) e in valigia prima dei vestiti sono entrati salumi paesani sottovuoto, sfogliate ricce rustiche con salsiccia e friarielli e un tortano napoletano fatto con tutti i sacramenti ma non per malafede, semplicemente per portare un po’ di Sud, di aria di casa ad Ambra e quindi possiamo dire che si è trattato di un gesto magnanimo.😁
Come avrete capito, il weekend parmigiano (si può dire parmigiano, senza necessariamente pensare al formaggio?🤔 Si dai, penso di si!) all’insegna di spensieratezza ed amicizia è stato abbondantemente accompagnato da pause culinarie, tra cui il pranzo alla Trattoria Corrieri che ricordo con grande piacere e forse anche un pizzico di nostalgia.
Tornassi a Parma non avrei dubbi su dove andare a mangiare e se volete provare vi assicuro che non ve ne pentirete.
Insomma la Trattoria Corrieri, dove tradizione e bontà si fondono, rientra di diritto tra i posti consigliati da “La cucina di LaMù”, dove una torta fritta, un piatto di salumi e un tris di tortelli diventano motivo di felicità, specialmente se accompagnati da un buon Lambrusco, per brindare alla gioia di condividere la vita con amici speciali, esattamente come è successo a me in quel weekend improvvisato per una pausa dalla routine.

