Ciao a tutti! 🤗
Come state? Siamo ormai a Settembre inoltrato, anzi, potremmo dire “sul finire” e il rientro dalle vacanze dovrebbe essere avvenuto un po’ per tutti o quasi.
Per me, ogni volta è una vera e propria tragedia e non perché ami l’estate, tutt’altro, preferisco il freddo e le temperature invernali (si, sono una meridionale un po’ insolita🤣 ma soffro troppo il caldo 😅), ma perché per me l’estate è sinonimo di unione e famiglia, un po’ come se fosse un grande Natale o una grande Pasqua, è l’occasione per riunirsi tutti, per stare insieme e viversi a tutto tondo, è il momento degli spaghetti aglio e olio in piena notte, delle serate a guardare le stelle, le giornate intere al mare, insomma l’estate per me non è una stagione ma uno stato d’animo.
Fatta questa piccola parentesi sentimentale 🥰, se non siete ancora scappati per la troppa stucchevole dolcezza dei miei “pensieri poetici”, vi dico di cosa voglio parlarvi oggi.
Domani, Napoli, seppur con le dovute attenzioni dovute al periodo di pandemia, sarà in festa per la ricorrenza del suo Santo Patrono.
San Gennaro per i napoletani, non è solo un Santo, non rappresenta l’entità astratta a cui tutti si affidano solo tramite il dono della fede, San Gennaro è uno di famiglia, è come uno zio prete che ogni tanto si viene a prendere il caffè a casa, ci fai due chiacchiere, ti sfoghi un poco e a fine della visita di cortesia gli dici pure ” ‘O ziì prè, ‘a miett ‘na bona parola cu ‘o Patatern?”.
Proprio così, San Gennaro è di casa, si “accolla” tutte le lamentele di ogni giorno, i malanni della gente, le speranze del popolo e le ramanzine quando fa i miracoli un po’ più tardi, poi però se si “sfasteria” (annoia) e decide di non fare il miracolo, tutti si impauriscono e cominciano a chiedersi il perché.
Come avrete capito, San Gennaro, è talmente un “parente stretto” che per qualcuno basta anche solo il nome, quelle cose tipo “in amicizia”, senza troppi fronzoli, tanto non si offende, lo sa bene che siamo tutti brava gente e allora, quando si sta in buona compagnia, cosa si fa di solito?
Una bella spaghettata!
È forse questo il pensiero che ebbe anni fa, Antonio De Curtis, per tutti Totò, il Principe della risata, quando pensò di dedicare una ricetta proprio a base di spaghetti, al Patrono di Napoli. Si chiamano infatti “Spaghetti alla Gennaro” e sono, forse, un atto di stima e devozione che Totò tramutò in pietanza, pensando a quel famoso pezzo di famiglia di tutti i napoletani.
Con il passare degli anni, la ricetta è stata trascritta anche in un libro, sempre di ricette, a cura di Liliana De Curtis, celebre figlia di Totò, in cui vi è la spiegazione dettagliata di questo piatto tradizionale di Napoli, pensato per omaggiare il Santo.
Gli ingredienti sono pochi e anche il procedimento richiede pochissima attenzione, come tutte le cose semplici però, l’importante è metterci il cuore e la passione, perché solo così il risultato sarà assicurato.
Se siete curiosi e volete provare anche voi, vi lascio la ricetta e la lista degli ingredienti che occorrono.
-Ingredienti:
- 4 acciughe salate
- 3 fette di pane raffermo
- Origano q.b.
- Basilico q.b.
- 2 spicchi d’aglio
- Olio EVO q.b.
- 400 g di Spaghetti
-Procedimento:
Iniziamo strofinando uno spicchio d’aglio sopra le fette di pane raffermo, poi le sbricioliamo e le teniamo da parte. In una padella, facciamo soffriggere l’altro spicchio d’aglio in un fondo d’olio, non appena imbiondisce lo togliamo e aggiungiamo poi il pane sbriciolato per farlo diventare croccante. Basteranno non più di 3-4 minuti.
In un’altra padella versiamo 3 cucchiai d’olio EVO e le acciughe precedentemente dissalate e tagliate a pezzetti (vanno bene anche quelle sott’olio che si trovano confezionate al supermercato), una spolverata di origano e lasciamo insaporire per qualche minuto il sugo.
Contemporaneamente, portare a bollore una pentola alta d’acqua, calare gli spaghetti e aggiustare di sale.
Scoliamo la pasta al dente, magari anche con un minuto d’anticipo e saltiamola con il sugo di acciughe, aglio e origano, facciamo insaporire bene e aggiungiamo il pane precedentemente passato in padella con olio e aglio.
Una volta condita la pasta, impiattiamo e serviamo con qualche foglia di basilico fresco.
Gli spaghetti alla Gennaro, sono semplici ma dal sapore autentico e ricco di tradizione, capaci di stupire anche gli ospiti che ad ogni boccone sorrideranno e si leccheranno i baffi.





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